Colombo, Pardi, Flores d’Arcais: tutti in piazza contro le leggi-canaglia
Care concittadine e cari concittadini,
il governo Berlusconi sta facendo approvare una raffica di leggi-canaglia con cui distruggere il giornalismo, il diritto di cronaca e l’architrave della convivenza civile, la legge uguale per tutti.
Questo attacco senza precedenti ai principi della Costituzione impone a ogni democratico il dovere di scendere in piazza subito, prima che il vulnus alle istituzioni repubblicane diventi irreversibile.
Poiché il maggior partito di opposizione ancora non ha ottemperato al mandato degli elettori, tocca a noi cittadini auto-organizzarci. Contro le leggi-canaglia, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti, ci diamo appuntamento a Roma l’8 luglio in piazza Navona alle 18, per testimoniare con la nostra opposizione – morale, prima ancora che politica – la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicana nata dai valori della Resistenza antifascista.
Vi chiediamo l’impegno a “farvi leader”, a mobilitare fin da oggi, con mail, telefonate, blog, tutti i democratici. La televisione di regime, ormai unificata e asservita, opererà la censura del silenzio.
I mass-media di questa manifestazione siete solo voi.
On Furio Colombo
Sen. Francesco Pardi
Paolo Flores D’Arcais
ADERISCI ALL’INIZIATIVA INVIANDO UNA MAIL DI ADESIONE A redazione@micromega.net con scritto:
Aderisco alla manifestazione promossa da Furio Colombo, Pancho Pardi e Paolo Flores d’Arcais l’8 luglio a Roma contro le leggi-canaglia del governo Berlusconi, in difesa del libero giornalismo e della legge eguale per tutti.
Cosa sappiamo e cosa non sappiamo e cosa dovremmo sapere? Forse è il caso che il mondo inizi ad ascoltare anche queste persone.
Testo del video:
“Ora, al tramonto [della seconda rivoluzione industriale] ci sono alcune situazioni davvero molto critiche. Il prezzo dell’energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione. I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poiché la produzione di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili. Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi saliranno, l’economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il “picco del petrolio” avviene si è usato metà del petrolio disponibile. Quando questo avverrà, quando saremo all’apice di questa curva, saremo alla fine dell’era del petrolio perché il costo di estrazione non sarà più sostenibile. Quando arriveremo al picco? L’ottimista agenzia internazionale per l’energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035. D’altra parte negli ultimi anni alcuni dei più grandi geologi del mondo, utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo al picco tra il 2010 e il 2020. Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è già stato raggiunto nel 2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa. Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerà il picco nel 2010, come probabilmente la Russia. Nel mio libro, Economia all’idrogeno, ho speso molte parole su questa questione. Io non so chi ha ragione, gli ottimisti o i pessimisti. Ma questo non fa alcuna differenza, è una piccolissima finestra. La seconda crisi legata al tramonto di questo regime energetico è l’aumento di instabilità politica nei Paesi produttori di petrolio. Dobbiamo capire che oggi un terzo delle guerre civili nel mondo è nei Paesi produttori di petrolio. Immaginate cosa accadrà nel 2009, 2010, 2011, 2012 e così via. Tutti vogliono il petrolio, il petrolio sta diventando sempre più costoso. Ci saranno più conflitti politici e militari nei Paesi produttori. Infine, c’è la questione dei cambiamenti climatici. Se prendiamo gli obiettivi dell’Unione Europea sulla riduzione della Co2, e la UE è la più aggressiva del mondo in questo senso, anche se riuscissimo a raggiungere quegli obiettivi ma non facessero lo stesso India, Cina e altri Paesi, la temperatura aumenterà di 6°C in questo secolo e sarà la fine della civilizzazione come la conosciamo. Lasciatemi dire che quello di cui abbiamo bisogno adesso è un piano economico che sia sufficientemente ambizioso ed efficace per gestire l’enormità del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici. Lasciatemi dire che le grandi rivoluzioni economiche accadono quando l’umanità cambia il modo di produrre l’energia, primo, e quando cambia il modo di comunicare, per organizzare questa rivoluzione energetica. All’inizio del XX secolo la rivoluzione del telegrafo e del telefono convergeva con quella del petrolio e della combustione interna, dando vita alla seconda rivoluzione industriale. Ora siamo al tramonto di quella rivoluzione industriale. La domanda è: come aprire la porta alla terza rivoluzione industriale. Oggi siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione “distribuita” della comunicazione, questa è la parola chiave: “distribuita”, questa rivoluzione “piatta”, “equa” della comunicazione proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova energia distribuita. La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza rivoluzione industriale. L’energia distribuita la troviamo dietro l’angolo. Ce n’è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo la forza delle onde. Sotto il terreno tutti abbiamo calore. C’è il mini idroelettrico. Queste sono energie distribuite che si trovano ovunque. L’Unione Europea ha posto il primo pilastro della terza rivoluzione industriale, che sono le energie rinnovabili e distribuite. Primo, dobbiamo passare alle energie rinnovabili e distribuite. La UE ha fissato l’obiettivo al 20%. Secondo, dobbiamo rendere tutti gli edifici impianti di generazione di energia. Milioni di edifici che producono e raccolgono energia in un grande impianto di generazione. Questo già esiste. Terzo pilastro: come accumuliamo questa energia? Perché il Sole non splende sempre, nemmeno nella bellissima Italia. Il vento non soffia sempre e le centrali idroelettriche possono non funzionare nei periodi di siccità. Il terzo pilastro riguarda come raccogliamo questa energia e la principale forma di accumulo sarà l’idrogeno. L’idrogeno può accumulare l’energia così come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali. Infine, il quarto pilastro, quando la comunicazione distribuita converge verso la rivoluzione energetica generando la terza rivoluzione industriale. Prendiamo la stessa tecnologia che usiamo per Internet, la stessa, e prendiamo la rete energetica italiana, europea e la rendiamo una grande rete mondiale, come Internet. Quando io, voi e ognuno produrrà la sua propria energia come produciamo informazione grazie ai computer, la accumuliamo grazie all’idrogeno come i media con i supporti digitali, potremo condividere il surplus di produzione nella rete italiana, europea e globale nella “InterGrid”, come condividiamo le informazioni in Internet. Questa è la terza rivoluzione industriale. Io lavoro con molte tra le più grandi aziende energetiche del mondo, come consulente. Lasciatemi fare una considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo che l’energia nucleare sarà significativa in futuro e credo che sia alla fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell’atomo. Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo ai numeri. Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perché ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell’energia atomica da 60 anni e l’industria ci aveva detto: “Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie”. Sessant’anni dopo questa industria ci dice “Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela”, ma ancora non sanno come fare. L’agenzia internazionale per l’energia atomica dice che potremmo avere carenza di uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi’ morire i 439 impianti nucleare che producono il 5% dell’energia del mondo. Potremmo prendere l’uranio che abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo nucleare. Vogliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un’epoca di potenziali attacchi terroristici? Credo sia folle. E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no. Prendete la Francia, la quintessenza dell’energia atomica, prodotta per il 70%. Questo e’ quello che la gente non sa: il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia lo scorso anno, e’ servita a raffreddare i reattori nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l’estate perche’ l’aria condizionata era scarsa? Quello che non sapete e’ che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita’. Dove pensano di trovare, l’Italia e gli altri Paesi, l’acqua per raffreddare gli impianti se non l’ha trovata la Francia?
Quello che dobbiamo fare è democratizzare l’energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso…perché non possiamo farlo con l’energia? L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari. Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l’idroelettrico, dalle Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando…io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie, l’Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell’effetto moltiplicatore sull’economia della terza rivoluzione industriale per muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l’Italia deciderà che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione industriale, le opportunità per l’Italia e i suoi abitanti saranno enormi. Da anni seguo il tuo sito, vorrei che ci fossero voci come la tua in altri Paesi. Ha permesso a cosi’ tante persone di impegnarsi insieme…credo sia istruttivo rispetto alla strada che dobbiamo intraprendere.” Jeremy Rifkin
Pare che Walter Veltroni abbia capito che davanti ha un uomo che a 72 anni non ha cambiato niente di sè, ma al contrario è il Paese che è cambiato. Vi sono giornalisti, deputati e senatori che hanno invitato il Partito Democratico (in particolare), sin dall’inizio a fare una vera opposizione e non “trattare” con Berlusconi poiché lui e tutto il suo partito rappresentano una destra con la quale non è consigliato stringere patti di collaborazione. Si è annunciata una manifestazione nel periodo autunnale, e perché non adesso?Perché dobbiamo scendere in piazza quando ormai i il macello è avvenuto?Dobbiamo agire presto e subito. Vi sono delle persone che adesso non sono nemmeno rappresentate nel Parlamento, la Sinistra Arcobaleno è extraparlamentare. Allora Veltroni, Bertinotti & Co, è facile cambiare nomi ai propri partiti ma non è facile cambiare politica. Non bisogna avere paura del peggio, bisogna usare le nostre menti, far risorgere quello spirito che appartiene anche alla Sinistra, fare informazione, controinformazione,meetup, cortei, proteste non violente, senza scaldare fucili, bisogna ridare un senso alla nostra politica, dare una nuova faccia al nostro Paese.
Il progetto politico dovrebbe essere in grado di conciliare forme di pensiero diverse, comunisti e non, cattolici e non possono coesistere in uno stesso partito, ma si deve sempre difendere la laicità dello Stato. Adesso si potrebbe dimostrare che questo si può fare.
Sono disgustato, stanco, indignato, arrabbiato, confuso e triste. Il nostro “buon governo” agisce con il bavaglio, l’opposizione stenta a farsi riconoscere, forse per paura dell’antiberlusconismo che dello stesso Berlusconi. Oggigiorno il nemico da combattare è lo straniero, il rom. Ma la mafia? Chi la combatte? Alle ultime elezioni non riuscivo a riconoscermi in nessun partito, nè di destra nè di sinistra nè di centro. Sono sempre stato convinto che andare a votare sia un nostro diritto-dovere, specie quando a governarci è una casta che ci costa soldi su soldi su soldi e su soldi. Ho votato però Italia dei valori, perché è stato l’unico partito che mi è sembrato avere un minimo di sostanza e di identità. Un partito che rivendica la politica corretta e la lotta alla mafia. Noi tutti siamo nati liberi e liberi dobbiamo morire. Le lotte antimafia ritengo debbano essere fatte senza nessun colore politico. Però quando questo non avviene da una buona parte della politica, mi vengono delle domande spontanee, perché questa “mancanza” da parte dello Stato?L’Italia è un Paese al contrario, dove vengono messi sempre i bastoni tra le ruote a chi esercita la propria professione nel pieno rispetto delle regole. Penso ad esempio a Luigi De Magistris, che a causa dell’inchiesta Why Not?, dove erano indagati politici, è stato “bloccato” e trasferito. Fortunatamente, la giustizia (mezza sfasciata) ha comunque trionfato e la Procura di Salerno ha archiviato De Magistris. Innocente!
La mafia è l’Antistato proprio perché approfitta di quella assenza che denunciano moltissimi italiani, che siano calabresi, siciliani, ecc. ecc. La cultura mafiosa, particolarmente diffusa nelle terre del Sud come tutti sappiamo, ha instaurato delle regole che si basano su un connubio tra valori tradizionali di religione e famiglia. Così è nata negli anni una specie di usanza che ha portato ai rapporti di amicizia e ai legami di sangue. L’omertà a sua volta è la prima diretta conseguenza dovuta all’imposizione delle regole dell’onore e del rispetto. Spesso si cerca volontariamente un rapporto diretto con “persone d’onore”, in modo tale da instaurare un legame, quale quello del “padrino” basato appunto sulla credenza religiosa, attraverso i sacramenti come battesimo, comunione, cresima o i matrimoni.
La mafia era un fenomeno piuttosto feudale, si è sempre nutrita della povera gente. Oggi il principale interesse è quello economico, i soldi,gli affari. Sono moltissimi i politici indagati per collusioni mafiose, e stiamo parlando, di politici anche a livello nazionale, perché si è vero che la mafia “vive” prevalentemente in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, ma le organizzazioni mafiosi sono radicate in tutta Italia, dai piccoli comuni fino anche il Parlamento.
Mi sento spesso rassegnato a questa triste realtà, ma sono anche consapevole che bisogna cancellare quell’idea che “tanto non cambierà mai nulla“, purtroppo però non sempre riesco a dire che è possibile. Sembra che sia così forte, [la 'Ndrangheta, e la mafia in generale], che pare non abbia punti deboli. Dopo alcune analisi però sono fermamente convinto che il punto di fragilità sta proprio dove è concentrata la sua forza: la sua famiglia, l’omertà. Una specie di rivoluzione culturale, e quindi uno smantellamento delle regole che tutt’ora vigono in terre come la Calabria, porterebbe allo sfacello della mafia stessa. L’informazione è la chiave di tutto ciò.Bisogna far capire alla gente che quando si parla di mafia, significa sangue e prigione.Far capire che ad esempio in Calabria vi sono risorse mal sfruttate,che si potrebbe vivere solo di agricoltura, turismo e pesca se questi ultimi fossero mercati liberi!
Facile a parole…Esistono oggi movimenti, associazioni, partiti politici, blog, forum e giornali dedicati all’antimafia. Tra questi la politica dovrebbe essere il primo braccio di forza dei cittadini. Ma sembra, ahimè, essere il braccio dei mafiosi, e il corso storico di alcuni decenni dal ‘60 in poi ci insegna questa triste realtà. Allora credo che bisogna riformare questa vecchia politica, ormai destinata a marcire. Abbiamo bisogno di un Paese nuovo, che sfrutti al meglio le proprie risorse, mettendole tutte assieme da Nord a Sud. Per fare questo si deve unire la Nazione. Le ultime elezioni sono la dimostrazione di come le cose invece vanno al contrario. Al Nord la Lega di Bossi stravinto, e al Sud il Movimento per l’Autonomia ha raccolto molti consensi. La nostra politica ancora è quella da bar. Comunque dopo tutte queste parole che riflettono forse la mia parte più pessimista, voglio aggiungere qualcosa che abbia almeno il sapore di ottimismo, voglio dire che sono sempre speranzoso in merito alla rinascita di un’Italia nuova, che ranchi di meno. Non sono iscritto al partito dell’Idv e non so se mai lo farò, ma comunque sono un sostenitore visto che almeno è quel partito che si batte per la parità dei diritti,la legalità, la giustizia.
Ora però dopo aver votato con una legge porcata, antidemocratica, voglio, anzi vogliamo una legge che ci permetta di eleggere con tanto di nome e cognome i nostri rappresentanti. Abbiamo bisogno di veri mezzi democratici.
Ogni tanto provo a lanciare qualche pietra nello stagno per vedere l’effetto dei cerchi concentrici che poi spaventano gli uccelli e le rane. Mi è venuto in mente di farlo dopo che lo ha citato nel suo blog Dario Fo, ricordando appunto il poeta Gianni Rodari:
“Le parole sono come pietre. Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s’allontanano dai tonfi allargandosi fino alla riva. Quelle pietre hanno spaventato gli uccelli e i pesci che schizzano via… nessuno si cura delle rane e delle carpe colpite dai sassi. La parola muove l’acqua, creando scompiglio e sgomento. Se ne approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci rane e pesci che galleggiano storditi.”
Ci provo e devo dire che è vero il fatto che la parola muove l’acqua e crea poi scompiglio e sgomento. Ma la natura si è evoluta anch’essa e mi si è rivoltata contro, gli uccelli mi hanno defecato addosso le rane hanno provato a saltarmi addosso. Lo stordito in questo caso ahimè sono io…
Avete mai provato a offendere un calabrese?Be’ noi calabresi siamo delle vere e proprie “teste calde”, abbiamo sempre ragione, nessuno può offenderci, nessuno può mettere in discussione il nostro modo di vita. Siamo maledettamente orgogliosi, e maledettamente fieri di esserlo. In Calabria si vive in base a delle regole di onore e rispetto, proteggendo tutto ciò che appartiene e a priori la famiglia. Piccole ma solide “regole sociali”. E qua mi viene in mente Otello Profazio e le parole di una sua canzone:
tri cavalieri da Spagna si partiru, pe trint’anni lavuraru suttaterra, pe fundari li reguli sociali.Di patri a figghiu si li tramendaru; chisti su i reguli di la società, leggi chi u signu nta storia dassaru. ’Ndrangheta Camurra e Mafia e società organizzata, leggi d’onuri, leggi d’omerta, Sicilia Napoli Calabria onorata, na barchicedda vitti navigari, cu cinqu veli e setti marinari, unu di chisti mi vozzi domandari: Giovanottu diciti chi cercati? Onuri e sangu eu nci rispundia.
I tre cavalieri spagnoli Osso,Mastrossoe Carcagnosso, hanno lavorato sottoterra (si intende sia una citazione “mitologica”)per fondare le regole sociali e tramandarle poi da padre in figlio e lasciarle nella storia. Leggi d’onore e d’omertà. Si parla così di onore e sangue.
La mafia si è sempre nutrita della società, specie quella più povera. Ha agito sempre con la violenza e ha utilizzato la famiglia come sistema istituzionale. Un sistema capace così di mantenere stabili le regole sociali. L’onore e il rispetto in effetti sono più facili da mantenere dentro le famiglie (spesso numerose!).
In effetti è risultato che, lo sviluppo della famiglia come istituzione alla base dell’organizzazione mafiosa, sia stato davvero una garanzia in merito alla conservazione degli usi, costumi, ma sopratutto le regole comportamentali. Ancora oggi la regola-base è il rispetto, il passaparola è sempre andato avanti e queste sono tutt’ora le “regole della società”…
Sono oramai solidissime, è inutile provare a parlare con chi si è fatto una cultura di queste regole, forse provo solamente a parlare a qualche mio coetaneo, ma spesso le speranze muoiono, le mie parole sembrano spesso un colpo di pistola nel buio.
Il premier dice che è una norma salva tutti…I colletti bianchi?
15 anni di persecuzione?In 15 anni ha avuto 3 volte l’Italia nelle mani…Prescrizioni ne ha avute ben 7 (SETTE) e non 1 (UNA). Il suo governo è caduto per la sua amica-nemica LEGA.
Buon Lavoro…
Segnalazioni:
blog da visitare www.generazionev.blogspot.com
Travaglio e Sgarbi sulle intercettazioni : vai qui
Dalla trasmissione ICEBERG confronto sul DDL intercettazioni: vai qui
Sicurezza di Pino Corrias tratto dal sito www.voglioscedere.ilcannocchiale.it
Vanity Fair, 19 giugno 2008
Comunque la si calcoli la contabilità sulla Sicurezza non torna mai. In Italia ci sono 600 omicidi l’anno, più o meno quanti nella sola città di Los Angeles. Eppure la sensazione diffusa è l’assedio, il campo di battaglia, la perpetua notte dei morti viventi che ci aspetta al di là della soglia di casa, appena oltrepassate le telecamere che ci sorvegliano e ci proteggono. Il volto del sindaco Letizia Moratti, prosciugato dalla tensione, non fa che confermare l’allarme. Non bastano più i 100 mila poliziotti, né i 100 mila carabinieri. Ci vuole l’esercito: 2.500 ragazzi ben armati. Da distribuire come? Uno ogni 3 comuni (che sono 8 mila)? Ma allora perché non arruolarne 25 mila?
Eppure. Se è davvero la sicurezza a ossessionarci, come mai non altrettanta attenzione è dedicata a quella sul lavoro? Nelle fabbriche e nei cantieri si muore più del doppio, 1300 salme l’anno, con fiammate anche spettacolari, come l’anno scorso alla Thyssent e l’altra settimana a Catania, con i telegiornali che lacrimano e i politici che portano i fiori della solidarietà e dell’indignazione da prima serata. Come mai il ministro Ignazio La Russa non ha ancora proposto l’impiego dei Bersaglieri a vigilanza dei cantieri? O quello dei Lagunari per stanare i reclutatori di manodopera clandestina? Gli operai liquidati per asfissia valgono meno di un tabaccaio ucciso per rapina?
E la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta? Perchè ci spaventano meno dei nomadi che lavano vetri, chiedono l’elemosina, rubano qualche portafoglio? E perché non ci allarma, ma anzi incassa consensi crescenti, un governo che organizza leggi contro i magistrati, dimezza i tempi delle prescrizioni, allestisce trappole contro le intercettazioni? Dovrebbero essere le incongruenze (e la potenza della propaganda) a farci un po’ di paura.
Filippo Facci scrive sul Giornale (nell’articolo Fatta la legge):
Mi ha colpito una demarcazione che divide i giovani dagli esperti a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni. Ma come, si allarmano i giovani, non si potranno più intercettare per estorsione, sfruttamento della prostituzione, sequestro di persona e rapina? E gli altri: ma questi non sono problemi, per rendere intercettabili certi reati basta ipotizzarli come aggravati. Del tipo: la rapina non è intercettabile, ma quella aggravata sì; l’estorsione non è intercettabile, ma quella aggravata sì; prostituzione no, prostituzione minorile sì; sequestro di persona no, a scopo di estorsione sì. Eccetera. Dettaglio: sarà anche diffusa, ma è una prassi irregolare.
Lo so, sono un povero giovane ignorante in materia poiché non studio giurisprudenza, bensì ingegneria.Ma voglio “dettagliare” anche io una cosa: non è (forse?!) già molto grave un sequestro di persona, o uno sfruttamento della prostituzione?Devo ancora considerare aggravato un reato del genere? E poi ancora:
È apparentata con la tecnica usata durante Mani pulite per infliggere carcere preventivo senza che ce ne fossero i presupposti.
Per quanto riguarda Mani Pulite, si ricordi che sui totali procedimenti conclusi cioè 2268, 430 persone sono state assolte.Di queste ultime (che rappresentano il 18,96%) 280 sono state assolte con la formula “il fatto non costituisce reato” poiché non vennero ritenuti pubblici ufficiali ciò significa comunque che il fatto è stato commesso. Il rimanente, sono 150 persone che si ricorda ancora che molti di loro sono stati a sua volta assolti con l’art. 513 c.p.p. ritenuto succesivamente incostituzionale. Articolo contenuto delle riforme giudiziarie dell’Ulivo, votate da tutto il Parlamento a eccezione di Rifondazione Comunista. Se parliamo poi dell’uso della giustizia come strumento per colpire solamente esponenti di “determinati partiti politici”, si rammenta che come afferma Travaglio ” i primi due politici arrestati in Mani Pulite erano dell’ex Pci: Soave ed Li Calzi. Il pool di Milano inquisì quasi l’intero vertice del Pci-Pds milanese. E poi le prime elezioni dopo Tangentopoli non le vinsero le sinistre: le vinse Berlusconi“.
Ogni tanto è meglio togliere un pò di polvere dai “vecchi libri”…
PS: I giornalisti scrivono, siamo noi lettori che facciamo la differenza. Noi blogger poi siamo liberi di esprimere le nostre idee che possono essere anch’esse condivise o meno. Basta con queste ronde nei post dei blog per cercare commenti “diffamanti”.
L’associazione nazionale magistrati (ANM) si dice molto preoccupata in merito all’introduzione delle nuove norme, per dare più o meno priorità ad “alcuni” processi. Faccio una sintesi:
Le intercettazioni per reati gravissimi come il sequestro di persona, la violenza sessuale, lo sfruttamento della prostituzione, la rapina, il porto abusivo di armi, il furto in appartamento, la bancarotta fraudolenta, l’associazione per delinquere semplice (non mafiosa), non potranno essere disposte, e ancora non potranno essere effettuate in uffici pubblici, uffici pentitenziari o all’interno dei veicoli. Quello che invece manca, è proprio una diposizione adeguata che consenta il diritto di riservatezza per fatti estranei ai fini processuali, insomma fatti privati, che a noi non interessano.
Ma bando alle chiacchiere ecco i reati per i quali è obbligatoria la sospensione, con tanto di esempi:
Sequestro di persona art. 605 c.p.
Estorsione art.629 c.p.
Rapina art.628 c.p.
Furto in appartamento art. 624 bis
Furto con strappo
Associazione per delinquere art. 416 c.p.
Stupro e violenza sessuale art. 609 bis c.p.
Aborto clandestino
bancarotta fraudolenta
sfruttamento della prostituzione
frodi fiscali
Usura
Violenza privata
Falsificazione di documenti pubblici
Detenzione di documenti falsi validi per l’espatrio
Corruzione
Corruzione in atti giudiziari
Abuso d’ufficio
Peculato
Rivelazione di segreto d’ufficio
Intercettazioni illecite
Reati informatici
Ricettazione
Vendita di prodotti con marchi contraffatti
Vendita di prodotti in violazione del diritto d’autore
Detenzione di materiale pedo-pornografico
Porto e detenzione abusiva di armi anche clandestine
immigrazione clandestina ( art.12 c.1 l. 286\1998)
calunnia ( 368 c.p.)
Omicidio colposo per colpa medica
Omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale
Truffa comunitaria
Maltrattamenti in famiglia
Incendio e incendio boschivo
Molestie
Traffico di rifiuti
Adulterazione di sostanze alimentari
Somministrazione di medicinali pericolosi
Circonvenzione di incapaci
ESEMPI:
Esempio n.1
A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram.
B) un giovane studente cede gratuitamente una dose di hashish ad un coetaneo.
Quale processo faccio per primo?
Risposta: B
Esempio n.2
A) due zingarelle rapiscono un bambino.
B) due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e scappando danno una spinta alla guardia.
Quale processo faccio per primo?
Risposta: B
Esempio n.3
A) un chirurgo durante un’operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino.
B) un giovane ruba un telefono cellulare ad un coetaneo minacciandolo con un temperino.
Quale processo faccio per primo?
Risposta: B)
Esempio n.4
A) un assessore riceve una tangente di 5 milioni di euro per favorire una impresa in una gara d’appalto.
B) il figlio dell’assessore compra un motorino rubato e cambia la targa.
Quale processo faccio per primo?
Risposta: B)
Esempio n.5
A) uno straniero ubriaco al volante di un auto rubata investe tre pedoni sulle strisce.
B) due parcheggiatori abusivi chiedono un euro ad un automobilista minacciando di rigargli la portiera dell’auto.
Quale processo faccio per primo
Risposta: B)
Articolo Originale sul sito www.associazionemagistrati.it ecco qui il link!
PS: Aderite ad ARRESTATECI TUTTI!!! arrestatecitutti@gmail.com