“1) La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l’informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell’originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti.
2. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica.
3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti.”
Sembra abbastanza chiaro,questo è il codice deontologico condiviso col Garante dei dati personali, che i giornalisti tutt’ora rispettano e devono rispettare. Il presidente del Consiglio ha promesso fino a 5 anni di carcere per l’utilizzo di intercettazioni telefoniche per “alcuni tipi di reato”. Se io fossi un giornalista o un direttore di giornale mi sarei già trasferito in un’altra nazione, ma essendo un normale cittadino, sto su tutte le furie e non condivido questa idea di mettere ancora un altro bavaglio all’informazione pubblica. Stiamo parlando di un diritto-dovere di essere informati su notizie fondate, azioni realmente compiute, al fine di aiutarci e supportarci sui nostri convincimenti ideoligici, politici, ecc.Il tutto nelpieno rispetto di come andranno a finire le indagini.
Con un norma del genere non sapremmo niente della cupola calcistica, delle scalate bancarie,degli accordi Rai-Mediaset, delle veline raccomandate, niente di tutto questo.
Questo è il nostro Presidente del Consiglio che si definisce un liberale tanto da fondarne un’univeristà in tale materia, ma questa norma non ha proprio nessun sapore liberale!







