Riflessione personale…L’Italia è affetta da un virus chiamato mafia

24 06 2008

Sono disgustato, stanco, indignato, arrabbiato, confuso e triste. Il nostro “buon governo” agisce con il bavaglio, l’opposizione stenta a farsi riconoscere, forse per paura dell’antiberlusconismo che dello stesso Berlusconi. Oggigiorno il nemico da combattare è lo straniero, il rom. Ma la mafia? Chi la combatte? Alle ultime elezioni non riuscivo a riconoscermi in nessun partito, nè di destra nè di sinistra nè di centro. Sono sempre stato convinto che andare a votare sia un nostro diritto-dovere, specie quando a governarci è una casta che ci costa soldi su soldi su soldi e su soldi. Ho votato però Italia dei valori, perché è stato l’unico partito che mi è sembrato avere un minimo di sostanza e di identità. Un partito che rivendica la politica corretta e la lotta alla mafia. Noi tutti siamo nati liberi e liberi dobbiamo morire. Le lotte antimafia ritengo debbano essere fatte senza nessun colore politico. Però quando questo non avviene da una buona parte della politica, mi vengono delle domande spontanee, perché questa “mancanza” da parte dello Stato?L’Italia è un Paese al contrario, dove vengono messi sempre i bastoni tra le ruote a chi esercita la propria professione nel pieno rispetto delle regole. Penso ad esempio a Luigi De Magistris, che a causa dell’inchiesta Why Not?, dove erano indagati politici, è stato “bloccato” e trasferito. Fortunatamente, la giustizia (mezza sfasciata) ha comunque trionfato e la Procura di Salerno ha archiviato De Magistris. Innocente!

La mafia è l’Antistato proprio perché approfitta di quella assenza che denunciano moltissimi italiani, che siano calabresi, siciliani, ecc. ecc. La cultura mafiosa, particolarmente diffusa nelle terre del Sud come tutti sappiamo, ha instaurato delle regole che si basano su un connubio tra valori tradizionali di religione e famiglia. Così è nata negli anni una specie di usanza che ha portato ai rapporti di amicizia e ai legami di sangue. L’omertà a sua volta è la prima diretta conseguenza dovuta all’imposizione delle regole dell’onore e del rispetto. Spesso si cerca volontariamente un rapporto diretto con “persone d’onore”, in modo tale da instaurare un legame, quale quello del “padrino” basato appunto sulla credenza religiosa, attraverso i sacramenti come battesimo, comunione, cresima o i matrimoni.

La mafia era un fenomeno piuttosto feudale, si è sempre nutrita della povera gente. Oggi il principale interesse è quello economico, i soldi,gli affari. Sono moltissimi i politici indagati per collusioni mafiose, e stiamo parlando, di politici anche a livello nazionale, perché si è vero che la mafia “vive” prevalentemente in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, ma le organizzazioni mafiosi sono radicate in tutta Italia, dai piccoli comuni fino anche il Parlamento.

Mi sento spesso rassegnato a questa triste realtà, ma sono anche consapevole che bisogna cancellare quell’idea che “tanto non cambierà mai nulla“, purtroppo però non sempre riesco a dire che è possibile. Sembra che sia così forte, [la 'Ndrangheta, e la mafia in generale], che pare non abbia punti deboli. Dopo alcune analisi però sono fermamente convinto che il punto di fragilità sta proprio dove è concentrata la sua forza: la sua famiglia, l’omertà. Una specie di rivoluzione culturale, e quindi uno smantellamento delle regole che tutt’ora vigono in terre come la Calabria, porterebbe allo sfacello della mafia stessa. L’informazione è la chiave di tutto ciò.Bisogna far capire alla gente che quando si parla di mafia, significa sangue e prigione.Far capire che ad esempio in Calabria vi sono risorse mal sfruttate,che si potrebbe vivere solo di agricoltura, turismo e pesca se questi ultimi fossero mercati liberi!

Facile a parole…Esistono oggi movimenti, associazioni, partiti politici, blog, forum e giornali dedicati all’antimafia. Tra questi la politica dovrebbe essere il primo braccio di forza dei cittadini. Ma sembra, ahimè, essere il braccio dei mafiosi, e il corso storico di alcuni decenni dal ‘60 in poi ci insegna questa triste realtà. Allora credo che bisogna riformare questa vecchia politica, ormai destinata a marcire. Abbiamo bisogno di un Paese nuovo, che sfrutti al meglio le proprie risorse, mettendole tutte assieme da Nord a Sud. Per fare questo si deve unire la Nazione. Le ultime elezioni sono la dimostrazione di come le cose invece vanno al contrario. Al Nord la Lega di Bossi stravinto, e al Sud il Movimento per l’Autonomia ha raccolto molti consensi. La nostra politica ancora è quella da bar. Comunque dopo tutte queste parole che riflettono forse la mia parte più pessimista, voglio aggiungere qualcosa che abbia almeno il sapore di ottimismo, voglio dire che sono sempre speranzoso in merito alla rinascita di un’Italia nuova, che ranchi di meno. Non sono iscritto al partito dell’Idv e non so se mai lo farò, ma comunque sono un sostenitore visto che almeno è quel partito che si batte per la parità dei diritti,la legalità, la giustizia.

Ora però dopo aver votato con una legge porcata, antidemocratica, voglio, anzi vogliamo una legge che ci permetta di eleggere con tanto di nome e cognome i nostri rappresentanti. Abbiamo bisogno di veri mezzi democratici.