Byoblu viene screditato. Solidarietà a Claudio Messora

27 04 2009

Questa mattina ricevo un sms da mia sorella che mi chiede se “è vero che questa notte ci sarà un terremoto in Calabria?”, infatti nella scuola si diceva che “lo ha detto Giuliani”. Avendo subito pensato ad una bufala fatta girare via sms ho cercato anche su internet e su yahoo answer si leggono commenti di gente impaurita e terrorizzata. “Ho sentito dire che a foggia nel prossimo mese maggio giugno 2009 giuliani ha previsto un terremoto con epicentro il gargano” questo è uno dei tanti commenti sparsi per il web.

Questa mattina contatto Claudio Messora (www.byoblu.com), fidato net journalist, al quale ultimamente è stato censurato un video da Youtube e che pochi giotni fa ha pubblicato un’ intervista a Giuliani. Lo informo della notizia del terremoto in Calabria e siccome aveva sentito da poco Giuliani mi dice subito che si tratta di un FALSO, uno dei tanti falsi che attualmente vengono fatti girare e attribuiti al tecnico. Ci mettiamo d’accordo così per un intervento che dal suo blog avrebbe smentito queste voci attribuite ingiustamente a Giuliani.

Nel frattempo Claudio ha caricato il video “Allarme radon a nord dell’Aquila“, nel quale si evince che ancora prima del video qualcuno aveva messo in allerta le persone. Però il sito byoblu.com va giù e per raggiungerlo ci ho messo diverse ore.

Intanto le agenzie di stampa comunicano che Giuliani ha sporto denuncia per un video nel quale è stata fatta un’operazione di taglia e cuci della sua voce, ci mettono così la foto del video di Claudio Messora (byoblu) e tutti su facebook e youtube iniziano con commenti e chiedono spiegazioni. Chi conosce Claudio Messora non mette in dubbio la suo buona fede e il suo operato, ma non mancano le polemiche.

Dal sito Primadanoi.it però Giuliani afferma che l’intervista di Byoblu “è quella giusta”, ma che lui si riferisce al video che su youtube si trova cercando “27 aprile radon”. Adesso dalla ricerca esce fuori solo il video di Claudio Messora, ma è lui stesso a rassicurare i suoi amici su facebook scrivendo: “Poco fa Giuliani ha trovato il modo di rassicurarmi, confermando che la sua denuncia non si riferiva assolutamente all’intervista che ha rilasciato a me telefonicamente.”.

Qualcuno ha provato a screditare, infangare byoblu, ovvero Claudio Messora, mentre chi ha divulgato le false notizie non si sa chi sia.Domani credo che avremo ulteriori dettagli e chiarimenti, nel frattempo rivolgo a Claudio la mia più totale solidarietà.

Damiano Zito

PS: Per chi non l’avesse capito le notizie di previsione sui terremoti “previsti” in Calabria e in altre zone d’Italia da Giuliani sono FALSE!





Terremoto in Abruzzo – Castelli di sabbia (e rabbia)

10 04 2009

Questi giorni stanno segnando la storia del nostro Paese, cambiano gli eventi, diventano sempre più tragici, specie quando di mezzo ci si mette la natura con i suoi sfoghi, cambiano i protagonisti, ma il Paese rimane sempre quello dove a pagare è sempre Pantalone.

Le immagini scorrono davanti alla televisione, si vedono continuamente macerie come se in Abruzzo ci fosse stato un attentanto atomico. Eppure gli esperti dicono che una scossa così in Giappone non creerebbe né morti né crolli. Ma, da noi, i morti ci sono. Mentre scrivo c’è la possibilità che ancora si trovi una persona viva sotto i massi di cemento.

Ieri sera Annozero ha cercato di far capire che la Protezione Civile si è trovata spiazzata, i tantissimi e valorosissimi, volontari non avevano chi li guidasse, mancava una vera e propria preparazione ad un evento del genere, forse se il sottosegretario alla difesa e Giordano non avessere gridato facendo baruffa come solito fare, il messaggio sarebbe arrivato.Comunque  Giuliani o no, tutti si sono trovati impreparati e guardando la cartina della mappa sismica l’Abruzzo come la Calabria (la regione a maggior rischio sismico) avrebbe dovuto essere pronta ad un evento del genere, specie dopo che da mesi era iniziato lo sciame sisimico tutt’ora in corso.

La rabbia che si prova è vedere edifici che dovrebbero essere i primi a rimanere in piedi, crollare come fossero castelli di sabbia. Vedere le bare bianche distrugge l’animo, vedere miei “colleghi” morti mi sfregia il cuore…Troppi i morti, troppe le colpe.

Le inchieste si sono aperte. Gli abruzzesi hanno bisogno di giustizia, noi abbiamo bisogno di giustizia. Questo Paese non si merita queste cose, nessuno se le merita. I nomi dei responsabili saltino fuori.

Internet aiuterà a “vigilare” anche sul dopo terremoto, quando si ricostruirà.





Grazie Riotta

4 04 2009

riotta-broadcast_webGrazie Riotta, grazie del tuo Tg1. Dei servizi unici, speciali, particolari, inutili, della “nota politica”, ovvero i dieci minuti di regalo ai partiti che possono fare continua campagna elettorale. Grazie per tutti i servizi sulla neve, sugli sky pass, sullo spumante di capodanno, sull’adulterio in inghilterra, sul campionato nazionale di yoyo. Grazie dei servizi sull’Orso Yoghi, su Batman, Tex, Trilly, Wolly. Grazie per i video più stupidi di youtube mandati in onda durante il tiggì. Grazie per aver ricordato che Marco Travaglio è stato condannato in primo grado e grazie per non aver detto di tutti i giornalisti condannati che ci sono in rai, ma grazie anche per non aver ricordato chi è Cesare Previti; e ancora, per non aver mai ricordato i condannati nel nostro Parlamento.

Grazie infine per il servizio sui programmini spia dei cellulari che esistono da anni, che non sono quello che volevate far credere agli italiani, e che non sono certo utilizzati da Genchi. Grazie grazie grazie.

(vignetta di Molly Bezz)





A lezione di Questione Morale

3 04 2009

Già vent’anni fa Enrico Berlinguer parlava di questione morale come

“questione fondamentale, perché i partiti diano prova di sapersi rinnovare effettivamente.”

Oggi ancora se ne discute, o meglio, non se ne discute troppo, o meglio ancora i partiti non la pongono come loro problema fondamentale. È vero che nella colazione di centro-destra ci sia una questione morale di non poco conto, ma le ultime inchieste giudiziarie hanno dimostrato e stanno dimostrando che i partiti di entrambe le fazioni politiche, dopo la Prima Repubblica, non sono mai cambiati e non hanno mai avuto la voglia di farlo. Sono diversi i politici di giunte comunali, provinciali, regionali coinvolti in inchieste giudiziare, tra questi ci sono anche parlamentari che spesso e volentieri si “salvano” negando l’autorizzazione ai giudici con l’appoggio di tutti i deputati o senatori, quasi.

Questo per dire che ancora non c’è partito politico che ha saputo svincolarsi da questo problema creando liste pulite sia alle basi (nei comuni), che ai vertici (Parlamento, anche Europeo).

La politica locale, quella dei comuni, è forse la meno “controllata”, quella un po’ più anarchica, se mi passate il termine. I politici passano da un partito all’altro, dal “rosso” al “nero”, un po’ come accade a livello nazionale, ma forse in maniera più frequente. Il cittadino che di fatto conosce la persona in sé, non ha interesse al suo partito di appartenenza, quindi non valura lo schieramento. Schieramento che molte volte può essere quello di una mini-coalizione che interessa diversi partiti, di centro, di destra, di sinistra, e si presenta col cosiddetto nome di lista-civica. È evidente che col passare degli anni questo non ha fatto altro che contribuire al peggioramento della questione morale dei partiti e alla perdita di significato della stessa parola “partito”.

Insomma le regole per i partiti vanno create, e rispettate, basandosi sui principi dettati della Costituzione, ricordando comunque che la questione morale è importante affermando in ogni caso il “principio della presunzione di innocenza”, (e questo sempre), ma distinguendo politica e processi giudiziari.

La trasparenza è alla base di tutto questo. I segnali da questo punto di vista sono pochi, spesso il politico sceglie di restare aggrappato alla sua poltrona, preferendo se possibile di non essere giudicato (se si tratta di parlamentari), o comunque di continuare ad operare anche se a suo carico ci sono accuse o indagini di un certo rilievo.

Tra i pochi segnali positivi, ve ne elenco uno. Siamo a Rizziconi (RC) dove la prefettura ha deciso di verificare lo stato di salute del comune disponendo la Commissione di accesso antimafia il 19 marzo 2009. Il 31 marzo il sindaco, Michele Bello,  ha deciso di lasciare il suo incarico, dicendo che

“Da uomo delle istituzioni sento il dovere di sgomberare il campo da qualsiasi sospetto e di non volere continuare a svolgere il ruolo di sindaco per non influenzare minimamente gli accertamenti che lo Stato ha deciso di fare.”

sindaco-bello

Una lezione per tutti, parlamentari, sindaci, assessori, ministri, consiglieri, segretari e sottosegretari.