Un pensiero all’Iran

30 06 2009

Me lo ha sempre ripetuto mio nonno: «in qualsiasi gruppo c’è sempre una pecora nera!». Infatti questa mattina mentre aspettavo insieme ad altre 30 -40 persone l’apertura dell’ufficio dell’agenzia delle entrate un signore voleva fare il furbo ed entrare tra i primi nonostante fosse arrivato per ultimo. Qualche buon signore gli ha ricordato che ci siamo organizzati con dei bigliettini fai-da-te proprio per evitare casini, ma lui non ne volva che sapere..Alla fine credo sia entrato tra gli ultimi, ma sempre pecora nera è rimasto.

È sempre così, c’è sempre qui vuole essere più furbo, o si crede tale. C’è poi chi approfitta di alcune situazioni particolari per fare “caciara”, per il semplice gusto di farlo. Succede questo anche nelle manifestazioni, quelle studentesche, quelle dei lavoratori. Manifestazioni pacifiche, che spesso per colpa di qualche “facinoroso”, di qualche “infilitrato” si trasformano in «scontri». Ne basta uno, per far partire il manganello, le cariche, i lacrimogeni.

Succede in Italia, nel mondo, anche a Teheran.

Il 12 giugno si sono svolte le elezioni e secondo i dati ufficiali Ahmadinejad avrebbe ottenuto il 62,6% dei voti contro il 33,8% di Mousavi. Dalle denunce di di brogli si sono organizzate manifestazioni per chiedere l’annullamento delle elezioni (in alcune zone risulta che abbiano votato più del 100% degli aventi diritto) e ancora oggi si continua a scendere per le strade.

Francamente Mousavi è una persona dalla posiziona alquanto ambigua e nutro molti dubbi sulla sua personalità, anche se ha portato temi importanti nel suo programma; ma è comunque un  “complice” di questa repubblica islamica così per come la conosciamo.

Non capisco perché negli ambienti di sinistra si cada come in una rete dei pesci, in una spadara, per interderci. Su alcuni siti simpatizzanti di sinistra o meglio del PCI, scrivono che gli studenti

«provocano reazioni repressive dello Stato con azioni aggressive e immediatamente denunciano presunte violazioni dei loro diritti di fronte ai media internazionali»

Sono decisamente meravigliato di alcune espressioni come questa; capisco le perplessità i dubbi, leggittimi, ma questa frase è degna di etichetta berlusconistica. Durante le manifestazioni di questo inverno con il movimento dell’onda (che non è colorata) ci si indignava quando il governo ci etichettava come facinorosi, fannulloni, eccetera eccetera. Ce la mettevamo tutta a dimostrare che si trattava di un movimento pacifico. Ma nonostante la buona volontà messa si è arrivati lo stesso agli «scontri». Sono arrivati i boys dalle mazze colorate ed ecco che alla prima provocazione alcuni hanno risposto allo stesso modo,lanciando sedie e bottiglie. Così chi si stava avvicinando al movimento che era sempre in più in crescita iniziò piano piano a prendere le distanze.

Ricordo poi gli assedi sotto Montecitorio, occupando quelle vie strette che avevamo riempito ammassandoci tutti, quasi uno sopra l’altro. Ma la pecora nera c’è sempre: un gruppo di ragazzi si mise a provocare prima verbalmente e poi avvicinandosi, la polizia, che se minimamente avesse accennato ad una carica avrebbe causato il panico e probabilmente noi ci saremmo calpestati tra di noi viste le vie strettissime in cui ci trovavamo. Quindi aveva ragione chi diceva che il movimento era un movimento provocatori ? No, ma è normale che ci siano anche persone che approfittano di grossi eventi per “provocare”.

Ora, leggere nelle note dei partiti della sinistra extraparlamente, che non era assente nelle manifestazione contro la legge 133, che gli studenti di Teheran provocano, mi fa pensare male. Anche perché non capisco come si fa ad assodare fin da subito che sia legittima l’elezione di Ahmadinejad.

L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è che l’attuale presidente iraniano possiede un atteggiamento anti-americano, o meglio anti-imperialista. E va bene! Ma come fate a meravigliarvi quando gli studenti lo chiamano “dittatore”? Uno che censura il web e i cellulari, limitando le comunicazioni con l’esterno cos’è? Uno che fa arrestare bloggers e giornalisti, è un democratico?

È come se vorreste farmi capire che se domani uno mi ruba il portafoglio ed è anti-imperialista, non lo denuncio, mentre se è un noto filo-americano lo vado a denunciare.

Molti tra i manifestanti sono filo-occidentali, e molti altri no. Ho letto di tutto  su internet a proposito delle notizie filtrate da Twitter dagli iraniani e deduco che molti ancora non hanno capito come è fatta la rete.

Twitter è stato usato anche dalle forze dell’ ordine iraniane, per mandare falsi messaggi, anche questa è la natura della rete. Un blogger deve dare le notizie e quando necessario avvertire che vanno prese con le pinze  perché non è certo delle fonti, o perché le notizie che gli arrivano cominciano a essere troppo confuse. Ma le notizie di questo genere vanno date, anche con le imprecisioni iniziali, poi si “sgrossano”.

Se ci fosse stato Mousavi al posto di Ahmadinejad sarebbe lo stesso, molti blogger avrebbero “twittato” e manifestato la loro indignazione, su internet e nelle strade.

So che la questione merita un ulteriore approfondimento, ma non condivido queste posizioni. Non posso condividerle se le elezioni sono palesemente taroccate.





NO Rigassificatore Gioia Tauro

15 06 2009

Il   patrimonio  naturalistico ambientale  e marittimo calabrese d’interesse  mondiale  continua a perdere  le sue ricchezze per l’inettitudine di una classe  politica sempre più attenta agli interessi economici delle vari lobbies  e sempre meno interessata alla salvaguardia delle peculiarità del nostro territorio e della salute  dei cittadini che in esso risiedono.

Ai  piedi  della Ninfa  Cratèide e di sua figlia Scilla, lungo la Costa Viola, decantata  per le sue bellezze da  Platone, si estende  la colonia di corallo  nero, unica e più grande del mondo, sensibile alle temperature e ai  mutamenti ambientali, tanto  da essere  considerata  specie protetta .

Anche questo  incantesimo  naturale che il tempo  ha gelosamente  custodito lungo i secoli nelle acque del  mare, tra  i 50 e i  110 mt di profondità, rischia oggi di venire annientato in pochissimo tempo con la realizzazione di un mega rigassificatore  unico al mondo dalla capacità di 12-16 miliardi di mc di gas.

Infatti il gas arriverà a Gioia Tauro con le metaniere in forma liquida ad una temperatura di  – 163° centigradi e nelle operazioni di rigassificazione verrà portato alla temperatura di 9°centigradi. Il tutto avverrà prelevando l’acqua del mare alla quale verrà sottratta un’enorme quantità di energia calorica prima di essere restituita alle nostre coste più bassa di 7° e addittivata con IPOCLORITO DI SODIO (OSSIA: CANDEGGINA) .

Nello studio d’impatto ambientale di parte, presentato dalla società Lng, manca qualsiasi riferimento ad un’analisi dello stato di salute del nostro mare, o meglio prendono in considerazione i dati di uno studio del Ministero Ambiente del 1996-99 come se negli ultimi dieci anni non fosse cambiato nulla.

In realtà proprio in questi anni il nostro mare è stato sempre più inquinato ed oggi, in base ai dati pubblici forniti  dal Ministero della Salute, in provincia di Reggio Calabria risulta che le acque di San Ferdinando sono già fortemente inquinate (cfr. risultati e tabelle del ministero pubblicate all’indirizzo internet http://www.ministerosalute.it/balneazione/risultatoProvincia.jsp?CodProv=080). Dai risultati emerge chiaro che la balneabilità a San Ferdinando è vietata per ampi tratti proprio per inquinamento. Da tali analisi risulta che le nostre acque sarebbero già inquinate oltre la soglia di legge, non balneabili e da sottoporre sin da subito a provvedimenti di bonifica e successivi monitoraggi di verifica” altro che costruire un rigassificatore con autorizzazione di riversare in mare IPOCLOCORITO DI SODIO, candeggina  altamente inquinante, i cui composti sarebbero cancerogeni. Tutto ciò è potuto accadere per la miopia politica dei nostri amministratori che nel permettere la presenza di numerose strutture dall’elevatissimo impatto ambientale tutte in pochi chilometri quadrati di territorio della Piana, ci hanno portati ad un punto di “non ritorno” non in grado di ricevere più alcun tipo di ulteriore inquinamento.

Allo stato dei fatti manca inoltre  uno studio serio, neutrale e pubblico sulle conseguenze di quest’ultima attività con l’ ecosistema marino e anche sulla possibilità di arrecare danno al “corallo nero” o di dare il colpo di grazie all’attività dei pescatori delle nostre coste. Nello studio di parte presentato dalla LNG ci si limita solamente ad affermare che le quantità di ipoclorito di sodio che verranno riversate nelle nostre acque saranno nei limiti consentiti dalla legge come se fissare un limite possa evitare ad un veleno di essere tale.

Queste sostanze che saranno riversate in mare anche se nei limiti di legge inquineranno e l’inquinamento è dannoso per la salute e l’ecosistema.

Come possiamo credere che il turismo  non subirà alcuna conseguenza? Chi si bagnerà nelle nostre acque sempre più inquinate e sempre più fredde? E quanti posti di lavoro si perderanno a fronte delle 80 persone impiegate nel rigassificatore?

Vogliono costruire un ecomostro, di nome e di fatto. La fila dei questuanti  per avere prebende, ogni giorno s’infittisce. A parte due sindaci della Piana nessun  politico di rilievo si è interessato delle conseguenze sul territorio e dei pericoli  incombenti sulle popolazioni. I partiti una volta d’opposizione, sensibili alla salvaguardia dell’ambiente, oggi  sono diventati partiti di governo e non si interessano più della salvaguardia del territorio e delle sue ricchezze naturali. Dalla politica continuano ad arrivare le  consuete  proposte  per monetizzare  il pericolo, usando l’arma  inebriante del danaro e il ricatto dei posti di lavoro, modo indegno di un paese civile per favorire  luoghi ad economia forte, i quali si liberano  di questi impianti pericolosi  per allocarli altrove, dove la politica è inesistente o acquiescente

Ancora una volta il sud viene sfruttato , ancora una volta con il benestare di tutta la classe politica calabrese e la piana di Gioia Tauro viene colonizzata  per soddisfare le esigenze dei potenti di turno.

Noi a questo sistema non ci stiamo e continueremo ad opporci.

I delegati del comitato spontaneo “NO RIGASSIFICATORE DI GIOIA TAURO”

Giuseppe Rizzo

Jacopo Rizzo

Renato Bellofiore