Byoblu viene screditato. Solidarietà a Claudio Messora

27 04 2009

Questa mattina ricevo un sms da mia sorella che mi chiede se “è vero che questa notte ci sarà un terremoto in Calabria?”, infatti nella scuola si diceva che “lo ha detto Giuliani”. Avendo subito pensato ad una bufala fatta girare via sms ho cercato anche su internet e su yahoo answer si leggono commenti di gente impaurita e terrorizzata. “Ho sentito dire che a foggia nel prossimo mese maggio giugno 2009 giuliani ha previsto un terremoto con epicentro il gargano” questo è uno dei tanti commenti sparsi per il web.

Questa mattina contatto Claudio Messora (www.byoblu.com), fidato net journalist, al quale ultimamente è stato censurato un video da Youtube e che pochi giotni fa ha pubblicato un’ intervista a Giuliani. Lo informo della notizia del terremoto in Calabria e siccome aveva sentito da poco Giuliani mi dice subito che si tratta di un FALSO, uno dei tanti falsi che attualmente vengono fatti girare e attribuiti al tecnico. Ci mettiamo d’accordo così per un intervento che dal suo blog avrebbe smentito queste voci attribuite ingiustamente a Giuliani.

Nel frattempo Claudio ha caricato il video “Allarme radon a nord dell’Aquila“, nel quale si evince che ancora prima del video qualcuno aveva messo in allerta le persone. Però il sito byoblu.com va giù e per raggiungerlo ci ho messo diverse ore.

Intanto le agenzie di stampa comunicano che Giuliani ha sporto denuncia per un video nel quale è stata fatta un’operazione di taglia e cuci della sua voce, ci mettono così la foto del video di Claudio Messora (byoblu) e tutti su facebook e youtube iniziano con commenti e chiedono spiegazioni. Chi conosce Claudio Messora non mette in dubbio la suo buona fede e il suo operato, ma non mancano le polemiche.

Dal sito Primadanoi.it però Giuliani afferma che l’intervista di Byoblu “è quella giusta”, ma che lui si riferisce al video che su youtube si trova cercando “27 aprile radon”. Adesso dalla ricerca esce fuori solo il video di Claudio Messora, ma è lui stesso a rassicurare i suoi amici su facebook scrivendo: “Poco fa Giuliani ha trovato il modo di rassicurarmi, confermando che la sua denuncia non si riferiva assolutamente all’intervista che ha rilasciato a me telefonicamente.”.

Qualcuno ha provato a screditare, infangare byoblu, ovvero Claudio Messora, mentre chi ha divulgato le false notizie non si sa chi sia.Domani credo che avremo ulteriori dettagli e chiarimenti, nel frattempo rivolgo a Claudio la mia più totale solidarietà.

Damiano Zito

PS: Per chi non l’avesse capito le notizie di previsione sui terremoti “previsti” in Calabria e in altre zone d’Italia da Giuliani sono FALSE!





Viva Giuseppe Gatì

31 01 2009

giuseppegatì

Giuseppe grideremo la nostra rabbia anche per te! Non staremo in silenzio di fronte a ciò che sta accadendo in Italia, davanti a questo assassinio senza sangue di magistrati, davanti allo scempio della Costituzione.

Come ha scritto Salvatore Borsellino: Giuseppe era un ragazzo libero, che aveva il coraggio di gridare le sue idee anche ad un pregiudicato travestito da sindaco, protetto da forze dell’ordine e dai suoi amici che hanno rinchiuso in una stanza Giuseppe e l’hanno preso a calci e pugni!

Viva Caselli, Viva il Pool antimafia

VIVA GIUSEPPE GATÌ

CIAO Giuseppe!





RiflessivaMente…

20 01 2009

Ieri su Google le notizie più lette in Italia erano quella sulla sconfitta dell’Inter e sull’eventuale trasferimento di Kakà. In serata Apicella è stato trasferito dal CSM, e in questo momento sulla prima pagina di Repubblica.it e Corriere.it è scomparsa la notizia. Sul sito di LaStampa invece si riesce a trovare in un piccolissimo riquadro a sinistra in fondo alla pagina…De Magistris dice di “Resistere!“, mentre per Sonia Alfano è suonata la sveglia: “il 28 gennaio h 9 a Roma ci sarà la manifestazione organizzata dai cittadini per protestare contro l’ennesimo atto dittatoriale…la sveglia è suonata!

La notizia di Kakà rimane comunque quotata, nel frattempo Berlusconi oltre ad annunciare che il giocatore rimarrà rossonero (mentre i tifosi milanisti su facebook iniziano a creare gruppi a sostegno del brasiliano) , ritiene che il PIL in discesa non è un problema. Per lui l’ottimismo rappresenta la chiave del problema crisi!

La maggioranza del Governo chiede che Villari si dimetta, dimenticandosi che sono stati loro a “sceglierlo” e votarlo perché non accettavano la Leoluca Orlando come presidente della Commissione di vigilanza sulle reti televisive e radiofoniche. Una commissione sicuramente inutile, a mio modesto parere…

Israele per non disturbare l’inaugurazione dell’insediamento di Obama come 44° presidente degli Stati Uniti, ha proclamato un cessate il fuoco verso Gaza ormai fin troppo insanguinata.

FIAT chiude stabilimenti e manda in cassa integrazione i suoi operai ma è pronta ad acquistare il 35% di Chrysler.

La Chiesa diventa Chiesa 2.0, il papa approda in Youtube ed è stato inaugurato un motore di ricerca per soli cattolici: “cathoogle“. I cristiano riformisti per rispondere agli ateobus dell’UAAR, ieri hanno appeso dei cartelloni in giro, dove ho letto che per gli atei sanno che Dio esiste…A questo punto parlo a Dio: se ci sei batti un colpo, così si chiude una volta per tutte questa lotta politico morale che divide anche interi popoli. (Scommetto che non risponde!)

A proposito di cattolici, mi viene in mente Demente Clemente Mastella e Marcello Dell’Utri ingrovigliati in qualche modo nella vicenda degli arresti dell’operazione Cent’anni di storia. Questa estate nessun tg o giornale è stato chiaro nelle posizioni dei due politici…Vi rimando a leggere qui un articolo in merito.





Radiografia dell’Onda. La mia intervista rilasciata a MicroMega

25 11 2008

Pubblico l’intervista che ho rilasciato a Micromega qualche settimana fa:

1) Una delle accuse che vengono rivolte dai sostenitori della “riforma” Gelmini (ammesso che di riforma si possa parlare) al movimento di protesta è quella di rappresentare interessi corporativi ed esprimere istanze conservatrici.
E’ una critica fondata secondo te? Se si/no perché? Qual è l’idea di scuola e di un’università che questo movimento esprime? Quali sono le direttici di riforma che – se pur confusamente, come non potrebbe essere diversamente visto il carattere multiforme e composito del movimento – questa protesta tende a delineare?

Premesso che questa è tutto tranne che una riforma, penso che la critica verso il movimento sia del tutto infondata perché chi lancia accuse del genere non ha compreso che questo movimento nasce dal malessere comune che specialmente noi giovani viviamo e sentiamo quotidianamente nel Paese. Non ha quindi capito che chi scende in piazza lo fa non solo per battersi contro la legge 133 (legge di bilancio varata dal ministero del tesoro e non dell’istruzione), ma anche e soprattutto per il proprio futuro e quello dei fratelli e/o sorelle e cugini/e. Per quanto riguarda il modello, senza scendere nel dettaglio si pensa ad una università che davvero sia accessibile a tutti, insomma si chiede di applicare sul serio quanto dettato dalla nostra Costituzione agli articoli 33 e 34. Lo stesso vale per la scuola.

2) Al di là delle strumentali posizioni sostenute dal governo, è oggettivamente difficile difendere la scuola, ma soprattutto l’università, così come sono oggi. Quest’ultima è il regno della gerontocrazia, dell’immobilismo, del feudalesimo accademico, della totale mancanza di meritocrazia. Quali sono secondo te le linee su cui dovrebbe essere impostata una “riforma organica” del sistema formativo e della ricerca?
Quali provvedimenti concreti si potrebbero adottare per migliorare le cose? Es. diverse regole per i concorsi, per l’assegnazione dei fondi, revisione delle lauree 3+2 e del sistema dei crediti, commissioni internazionali per la ricerca, nuovo sistema per la definizione degli insegnamenti, ecc…
Su questi temi sarebbero auspicabili proposte dettagliate.

In effetti è difficilissimo difendere così com’è la nostra università, non tanto la scuola, ma quello accademico è ormai divenuto una sorta di mondo dove decidono tutto i cosiddetti baroni, e questo non sta bene. Bisogna davvero dirigersi verso un sistema più meritocratico, senza dubbio, e soprattutto molto più trasparente. Molti degli sprechi nominati dal ministro Gelmini ci sono, ma anche qui bisogna essere critici, e ricordare che la moltiplicazione dei corsi è una diretta conseguenza della riforma Moratti, quella del 3+2 che prevede lo “spezzettamento” degli esami, spezzettamento poi ridotto con la riforma Mussi, non dimentichiamo poi che molte sedi “distaccate” sono state volute proprio da politici per favorire qualche parente o amico. Ad oggi non tutti i dipartimenti delle facoltà hanno adottato un nuovo regolamento didattico che miri all’accorpamento degli esami, come quello Mussi, quindi sì, c’è bisogno di un nuovo sistema di definizione per gli insegnamenti e dei crediti, perché quello del 3+2 ha creato un sistema didattico con esamini, fatti a moduli e di conseguenza c’è chi si ritrova a sostenere esami con parti già coperte da esami sostenuti in precedenza. In questo modo si rendono del tutto inutili alcuni di questi insegnamenti che, ripeto, spesso si ripetono tra loro, e hanno l’unico vantaggio di essere fonte di guadagno per il barone di turno che può assegnare più cattedre. I dati OCSE dimostrano che nonostante i pochi fondi destinati ai centri di ricerca e alle università, i risultati ottenuti in termini di qualità ci mettono tra i primi posti con i Paesi avanzati. Sempre i dati OCSE dimostrano che il fondo di finanziamento ordinario deve essere aumentato e non diminuito. Inoltre il trattato di Lisbona prevede che i Paesi firmatari in insegnamento superiore e ricerca devono destinare un fondo pari al 3% del P.I.L.,noi invece investiamo solo l’1%, quindi credo che questo sia un altro passo indispensabile. Ovviamente i fondi vanno poi destinati in maniera “intelligente” direi, per quanto riguarda il livello di istruzione quello deve essere il più alto possibile e il più equo in tutto il territorio nazionale. Per la ricerca i fondi vanno destinati in base al progetto con criteri meritocratici, senza mai pensare che la ricerca a breve termine sia migliore di quella a lungo termine. Con questo periodo storico di crisi,bisogna indirizzare la politica verso il mondo scolastico, accademico e della ricerca. Questi sono il cuore pulsante di ogni Paese.

3) Vista l’assoluta trasversalità di questo movimento, che riunisce praticamente tutte le figure del variegato sistema formativo italiano (studenti, insegnati, maestre, dottorandi, ricercatori precari, professori di ogni ordine e grado) è possibile che esso trovi la forza e la “maturità politica” per districarsi tra interessi che possono rivelarsi anche molto contrastanti tra loro se posti di fronte a proposte concrete di riforma? Ogni seria riforma – e per essere seria non può che porsi come obiettivo anche quello di rimescolare rapporti di forza consolidati da decenni – tende a toccare interessi molto concreti. Così come si è configurato questo movimento, può fare i conti con queste sfide? Ne è all’altezza? Quali interessi corporativi è disposto a colpire?

Penso proprio di sì, la maturità politica che sono riuscito a tastare in questo periodo di protesta è davvero tanta; la riforma sta nascendo in questi giorni e ognuno sta dando il suo contributo nonostante qualcuno si trovi per la prima volta a dire la sua e a fare proposte concrete. Per fare questo si sono creati dei gruppi di lavoro, che analizzano il sistema universitario e della ricerca, con tematiche che vanno dalla didattica, all’assegnazione delle cattedre, dei corsi, dei fondi,dei crediti, il tutto con la collaborazione che avviene tra studenti, professori, ricercatori, ecc. La riforma mira a smontare il baronato, il precariato e a migliorare il l’università e la ricerca, in termini di qualità, innovazione, ecc.

4) Il governo – scottato dal crollo dei consensi che la protesta universitaria ha provocato – sembra voler procedere con maggiore prudenza nella riforma dell’università. Dopo una prima fase di straordinaria mobilitazione, riuscirà il movimento a mantenere alta la tensione e il coinvolgimento delle persone? Quali sono gli obiettivi di medio termine che dovrebbe porsi? Come dovrebbe procedere la mobilitazione? Quali idee concrete possono essere messe in campo per proseguire la lotta?

Il Governo questa volta si è trovato spiazzato all’inizio e quando ha visto che il movimento ha continuato a manifestare il dissenso unendo le proteste della scuola con quelle dell’università ha ben pensato di andare cauto. La loro però è una mossa con la speranza che le acque si calmino, che la protesta si fermi, ma ciò non avverrà perché questa non è stata una sola protesta per dire NO. Come breve termine siamo riusciti ad ottenere uno stop temporaneo, ma non è quello che vogliamo. L’obiettivo almeno a medio termine è quello di un confronto tenuto dal ministro dell’Istruzione, con tutto il mondo accademico (studenti, professori , ricercatori,ecc.), poi far uscire una vera riforma condivisa da tutti. Ciò non può avvenire per decreti leggi, e quindi senza un confronto con chi l’università, la scuola e la ricerca la vive tutti i giorni.

5) Si è discusso molto sulla presunta “apoliticità” del movimento. E’ una lettura realistica e soddisfacente secondo te? Secondo te si tratta veramente di un movimento apolitico o forse è più che altro un movimento “apartitico”? Quali aspetti – se ve ne sono – ne determinano la “politicità”? Questo superamento delle tradizionali collocazioni – se c’è stato – ha aiutato il movimento a diffondersi o può essere una sua fonte di debolezza quando dalla protesta si passa alla proposta?

All’inizio della protesta sentivo dire “sono politicizzati!” o qualcosa del genere. Mi dovrebbero spiegare cosa vuol dire questo termine. Il giusto e più appropriato termine è “apartitico”, io e quasi tutto il movimento, diffida da chi prova a cavalcare questa “Onda”. Quando la gente scende in piazza e chiede l’abolizione di una legge palesemente incostituzionale, e chiede un confronto vero sui determinati temi, penso che sia vera politica. Cambiano le forme, decisamente diverse da quelle del bon ton tutto italiano, ma la sostanza è politica vera. La linea di questo Governo invece è stata quella del cosiddetto “pugno di ferro”, lo ha fatto con Alitalia e anche con l’università,e ancora continua a farlo. Mi spiego: anche se la gran parte del mondo accademico, dai rettori ai più miseri studenti, esprimono parere contrario alle leggi emanate, il Governo continua ugualmente, infischiandosene.

6) E’ condivisibile che si ricerchi un’intesa anche con organizzazioni studentesche esplicitamente di destra in nome dell’unità della protesta studentesca oppure no? La partecipazione di queste organizzazioni a manifestazioni pubbliche dovrebbe essere incoraggiata, tollerata, oppure concretamente osteggiata?

Personalmente sono una persona aperta al dialogo con chiunque, ma non con chi usa la violenza per esprimere il proprio parere. Conosco ragazzi di destra che comunque hanno fino ad ora manifestato contro la legge 133, ragazzi che però non sono facenti parte di nessuna organizzazione studentesca. Le organizzazioni in effetti, personalmente le diffido,perché hanno cercato di delegittimarci dicendoci di stare dalla parte dei baroni. La loro linea sotto sotto, è quella di sostegno a quella del Governo, e ciò è più che comprensibile visto che queste associazioni sono “partitiche” e, appunto, di destra. Riassumendo, io ho già coinvolto ragazzi che hanno votato anche questo governo, ma non simboli o sigle. I partiti più stanno lontano meglio è, altrimenti la protesta cambia carattere. La loro partecipazione nelle manifestazioni, è da osteggiare. Loro vengono con una bandiera rappresentante un partito. Ricordo che il nostro movimento è pacifico e non accettiamo che gruppi di persone che usano la violenza come “mezzo di comunicazione” possano dividere la protesta.

7) Negli ultimi anni il nostro Paese è stato caratterizzato da una grande diffusione di movimenti (da quello no-global, ai girotondi, al movimento per la pace, alla battaglia sindacale per la difesa dell’articolo 18, alle vertenze territoriali come il No-Tav e No-Dal Molin, ecc.). Colpisce però la discrepanza tra la straordinaria capacità di mobilitazione, di fare “massa critica” anche ad un livello sociale e culturale diffuso, e la scarsissima “capitalizzazione politica” che ne è seguita. Oggi siamo addirittura l’unico Paese europeo a non avere una riconoscibile rappresentanza di sinistra nelle istituzioni rappresentative. Il problema dello “sbocco politico” è un problema che questo grande movimento nato nelle scuole e nelle università si deve porre? Oppure va privilegiata la totale “autonomia” del movimento? Quali rapporti possono essere instaurati con le forze politiche esistenti? E se quelle esistenti non offrono possibilità di un’interlocuzione soddisfacente, può essere utile e realistico porsi l’obiettivo di una organizzazione politica nuova, che superi anche i limiti del “modello partito” tradizionale, o più modestamente di liste elettorali di “società civile”, senza partiti, nelle diverse occasioni?
Insomma, il problema della rappresentanza è un problema che questo movimento – che si definisce “irrappresentabile” – dovrà prima o poi porsi?

Quello della rappresentabilità è un problema già posto, ma poco discusso. Per quanto mi riguarda con le forze politiche esistenti il rapporto interlocutorio trae sempre pochissime soddisfazioni, e penso che anche se ci fosse la presenza di partiti di sinistra scomparsi dal Parlamento, il risultato non sarebbe cambiato. Ciò non toglie che siamo in un Paese in difetto democratico secondo il mio punto di vista. In ogni caso sono sempre più propenso a movimenti di organizzazione politica nuova, svincolata dalla vecchia burocrazia politica. Tempo ricevetti una proposta da parte da un “vecchio” politicante del PD, di iniziare la mia carriera politica dentro l’università con una loro organizzazione studentesca, il tutto per poi entrare a far parte di qualche amministrazione comunale e così via fra 20 anni chissà, al Parlamento. Questi vecchi schemi, vanno rifiutati, come feci, perché non fanno altro che avvantaggiare i soliti volponi che della politica ne fanno un mestiere mentre dovrebbe essere una “prestazione civile” che sottrae anche tempo alla propria attività principale. Rimane purtroppo il tema finanziamento a queste organizzazione di società civile, e finché non si elimina questo nodo è difficile smontare questa attuale forza politica intesa in linea generale come “casta”. Spesso infatti si sceglie la via dei partiti tradizionali perché “hanno i soldi”.





Le mie utopie (irrealizzabili?)

5 07 2008

Agapito viveva in Calabria fino a un pò di tempo fa. Adesso studia a Roma anche lui come studente fuori-sede, paga un affitto per un posto letto che supera i 300€ mensili con le spese condominiali, corrente elettrica, ecc…Vive comunque felice, almeno così dice. Adesso sta anche insieme ad una ragazza di Roma, che indirettamente gli ha sconvolto (in senso positivo) la sua vita. Agapito è contento della sua nuova vita, felice di quello che fa, ma quando pensa al futuro non sa cosa gli aspetta, dice di avere molta paura. Non paura di invecchiare, forse ha anche fretta di crescere, ma in lui nasce un vero e proprio senso di insicurezza. Non ha soldi da parte e non proviene certo da una famiglia agiata economicamente, ma in compenso non gli mancano gli affetti. Molte delle sue grandi ambizioni gli appaiono oggigiorno irrealizzabili, quasi impossibili. La sua paura costante è che questa balorda società è sempre pronta dietro l’angolo a bastonarlo, penalizzarlo, come succede a tutti quei precari che oggi non possono nemmeno pensare di comprarsi una casa. Ma è davvero questo il futuro che lo aspetta?In fondo si le sue ambizioni sono grandi, ma sono quelle a cui tutti almeno in gran parte aspirano: un buon reddito, una casa, una famiglia. Insomma ancora ha qualche valore dentro al suo cuore. Oggi però la società dei grandi fratelli li nasconde, li ha ormai seppelliti non si sa dove. Se da una parte Agapito pensa al suo futuro e a quello di tanti altri precari e futuri precari, dall’altra si arrabbia, ma non direttamente con coloro che investono il proprio tempo e denaro in agenzie di moda, provini televisivi, ma con i genitori di questi giovani inconsapevoli e irresponsabili.

Agapito si dice annoiato perché tutti i giorni guardiamo e sentiamo le stesse cose in tv, sappiamo tutto dei vip e dei personaggi televisivi. Ma nonostante ciò spera sempre in una società giusta e sana, si definisce un utopista, tra l’altro ha scoperto da un pò di tempo di non essere l’unico e questo dopo le angoscie per l’incerto futuro, torna di nuovo gioire.





Il Piddì (PD) ha alzato un pò la voce

25 06 2008

Pare che Walter Veltroni abbia capito che davanti ha un uomo che a 72 anni non ha cambiato niente di sè, ma al contrario è il Paese che è cambiato. Vi sono giornalisti, deputati e senatori che hanno invitato il Partito Democratico (in particolare), sin dall’inizio a fare una vera opposizione e non “trattare” con Berlusconi poiché lui e tutto il suo partito rappresentano una destra con la quale non è consigliato stringere patti di collaborazione. Si è annunciata una manifestazione nel periodo autunnale, e perché non adesso?Perché dobbiamo scendere in piazza quando ormai i il macello è avvenuto?Dobbiamo agire presto e subito. Vi sono delle persone che adesso non sono nemmeno rappresentate nel Parlamento, la Sinistra Arcobaleno è extraparlamentare. Allora Veltroni, Bertinotti & Co, è facile cambiare nomi ai propri partiti ma non è facile cambiare politica. Non bisogna avere paura del peggio, bisogna usare le nostre menti, far risorgere quello spirito che appartiene anche alla Sinistra, fare informazione, controinformazione,meetup, cortei, proteste non violente, senza scaldare fucili, bisogna ridare un senso alla nostra politica, dare una nuova faccia al nostro Paese.

Il progetto politico dovrebbe essere in grado di conciliare forme di pensiero diverse, comunisti e non, cattolici e non possono coesistere in uno stesso partito, ma si deve sempre difendere la laicità dello Stato. Adesso si potrebbe dimostrare che questo si può fare.





Leggi d’onore e d’omertà

23 06 2008

Ogni tanto provo a lanciare qualche pietra nello stagno per vedere l’effetto dei cerchi concentrici che poi spaventano gli uccelli e le rane. Mi è venuto in mente di farlo dopo che lo ha citato nel suo blog Dario Fo, ricordando appunto il poeta Gianni Rodari:

“Le parole sono come pietre. Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s’allontanano dai tonfi allargandosi fino alla riva. Quelle pietre hanno spaventato gli uccelli e i pesci che schizzano via… nessuno si cura delle rane e delle carpe colpite dai sassi. La parola muove l’acqua, creando scompiglio e sgomento. Se ne approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci rane e pesci che galleggiano storditi.”

Ci provo e devo dire che è vero il fatto che la parola muove l’acqua e crea poi scompiglio e sgomento. Ma la natura si è evoluta anch’essa e mi si è rivoltata contro, gli uccelli mi hanno defecato addosso le rane hanno provato a saltarmi addosso. Lo stordito in questo caso ahimè sono io…

Avete mai provato a offendere un calabrese?Be’ noi calabresi siamo delle vere e proprie “teste calde”, abbiamo sempre ragione, nessuno può offenderci, nessuno può mettere in discussione il nostro modo di vita. Siamo maledettamente orgogliosi, e maledettamente fieri di esserlo. In Calabria si vive in base a delle regole di onore e rispetto, proteggendo tutto ciò che appartiene e a priori la famiglia. Piccole ma solide “regole sociali”. E qua mi viene in mente Otello Profazio e le parole di una sua canzone:

tri cavalieri da Spagna si partiru, pe trint’anni lavuraru suttaterra, pe fundari li reguli sociali.Di patri a figghiu si li tramendaru; chisti su i reguli di la società, leggi chi u signu nta storia dassaru. ’Ndrangheta Camurra e Mafia e società organizzata, leggi d’onuri, leggi d’omerta, Sicilia Napoli Calabria onorata, na barchicedda vitti navigari, cu cinqu veli e setti marinari, unu di chisti mi vozzi domandari: Giovanottu diciti chi cercati? Onuri e sangu eu nci rispundia.

I tre cavalieri spagnoli Osso,Mastrossoe Carcagnosso, hanno lavorato sottoterra (si intende sia una citazione “mitologica”)per fondare le regole sociali e tramandarle poi da padre in figlio e lasciarle nella storia. Leggi d’onore e d’omertà. Si parla così di onore e sangue.

La mafia si è sempre nutrita della società, specie quella più povera. Ha agito sempre con la violenza e ha utilizzato la famiglia come sistema istituzionale. Un sistema capace così di mantenere stabili le regole sociali. L’onore e il rispetto in effetti sono più facili da mantenere dentro le famiglie (spesso numerose!).

In effetti è risultato che, lo sviluppo della famiglia come istituzione alla base dell’organizzazione mafiosa, sia stato davvero una garanzia in merito alla conservazione degli usi, costumi, ma sopratutto le regole comportamentali. Ancora oggi la regola-base è il rispetto, il passaparola è sempre andato avanti e queste sono tutt’ora le “regole della società”…

Sono oramai solidissime, è inutile provare a parlare con chi si è fatto una cultura di queste regole, forse provo solamente a parlare a qualche mio coetaneo, ma spesso le speranze muoiono, le mie parole sembrano spesso un colpo di pistola nel buio.





OPERAZIONE SMONTA BALLE

21 06 2008

Clicca sulla foto per guardare il video

Il premier dice che è una norma salva tutti…I colletti bianchi?

15 anni di persecuzione?In 15 anni ha avuto 3 volte l’Italia nelle mani…Prescrizioni ne ha avute ben 7 (SETTE)  e non 1 (UNA). Il suo governo è caduto per la sua amica-nemica LEGA.

Buon Lavoro…

Segnalazioni:

  • blog da visitare www.generazionev.blogspot.com
  • Travaglio e Sgarbi sulle intercettazioni : vai qui
  • Dalla trasmissione ICEBERG confronto sul DDL intercettazioni: vai qui
  • GIUSTIZIA DIFFERENZIATA di M.Travaglio – Ora d’aria 17 Giugno 2008




Filippo Facci scrive:Fatta la legge…E io penso:Trovato l’inganno?

19 06 2008

Filippo Facci scrive sul Giornale (nell’articolo Fatta la legge):

Mi ha colpito una demarcazione che divide i giovani dagli esperti a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni. Ma come, si allarmano i giovani, non si potranno più intercettare per estorsione, sfruttamento della prostituzione, sequestro di persona e rapina? E gli altri: ma questi non sono problemi, per rendere intercettabili certi reati basta ipotizzarli come aggravati. Del tipo: la rapina non è intercettabile, ma quella aggravata sì; l’estorsione non è intercettabile, ma quella aggravata sì; prostituzione no, prostituzione minorile sì; sequestro di persona no, a scopo di estorsione sì. Eccetera. Dettaglio: sarà anche diffusa, ma è una prassi irregolare.

Lo so, sono un povero giovane ignorante in materia poiché non studio giurisprudenza, bensì ingegneria.Ma voglio “dettagliare” anche io una cosa: non è (forse?!) già molto grave un sequestro di persona, o uno sfruttamento della prostituzione?Devo ancora considerare aggravato un reato del genere? E poi ancora:

È apparentata con la tecnica usata durante Mani pulite per infliggere carcere preventivo senza che ce ne fossero i presupposti.

Per quanto riguarda Mani Pulite, si ricordi che sui totali procedimenti conclusi cioè 2268, 430 persone sono state assolte.Di queste ultime (che rappresentano il 18,96%) 280 sono state assolte  con la formula “il fatto non costituisce reato” poiché non vennero ritenuti pubblici ufficiali ciò significa comunque che il fatto è stato commesso. Il rimanente, sono 150 persone che si ricorda ancora che molti di loro sono stati a sua volta assolti con l’art. 513 c.p.p. ritenuto succesivamente incostituzionale. Articolo contenuto delle riforme giudiziarie dell’Ulivo, votate da tutto il Parlamento a eccezione di Rifondazione Comunista. Se parliamo poi dell’uso della giustizia come strumento per colpire solamente esponenti di “determinati partiti politici”, si rammenta che come afferma Travaglio ” i primi due politici arrestati in Mani Pulite erano dell’ex Pci: Soave ed Li Calzi. Il pool di Milano inquisì quasi l’intero vertice del Pci-Pds milanese. E poi le prime elezioni dopo Tangentopoli non le vinsero le sinistre: le vinse Berlusconi“.

Ogni tanto è meglio togliere un pò di polvere dai “vecchi libri”…

PS: I giornalisti scrivono, siamo noi lettori che facciamo la differenza. Noi blogger poi siamo liberi di esprimere le nostre idee che possono essere anch’esse condivise o meno. Basta con queste ronde nei post dei blog per cercare commenti “diffamanti”.





ARRESTATECI TUTTI!NO ALLE LEGGI-BAVAGLIO

17 06 2008

Aderire ad ARRESTATECI TUTTI? arrestatecitutti@gmail.com per l’adesione, oppure commentate qui!

In vista dei nuovi provvedimenti di censura previsti dal diegno di legge sulle intercettazioni, Marco Travaglio ha scritto sull’Unità un articolo “Arrestateci Tutti”.

Volevo invitare tutti ad aderire a questo appello!La legge non è solo una legge sulle intercettazioni ma è una legge per non far sapere ai cittadini. Toglie il diritto di informazione e di formazione dell’opinione pubblica. Vi sono giornalisti seri che intendono continuare a informarci, riportando, dopo aver verificato le fonti, sugli argomenti di interesse pubblico e non materiale coperto da privacy.Per chi non lo sapesse, la legge sulla privacy esiste già, e in questi giorni non hanno fatto altro che raccontarci delle balle gigantesche sui dati forniti a riguardo sempre delle intercettazioni. Secondo il nuovo guardasigilli siamo tutti sotto controllo, ma non ha fornito nessun dato in merito. Bene eccone qualcuno: in Italia abbiamo 75.000 decreti per intercettare e ciò non significa che questo corrisponde al numero di intercettati poiché capita che ad una persona vengano messi sotto controllo più apparecchi telefonici. Per quanto riguarda invece il costo, sappiate che la cifra al 2007 ammonta a 224 milioni di euro, cioè meno di 4€ all’anno pro capite.Si potrebbe anche diminuire questa cifra solo se lo Stato metterebbe una clausola agli operatori telefonici, in quanto sono appunto conessionari dello stesso Stato.Su questo possiamo approfondire dopo.In ogni caso non dicono quanti soldi hanno fatto risparmiare queste intercettazioni, pensate alle scalatebancarie fermate da Clementina Forleo.

Ma cosa succede con una legge del genere?Succede che non si potrà intercettare per reati con pena al di sotto di dieci anni. Guarda caso, ricadono i reati commessi “abitualmente” dalla nostra classe dirigente.Per non parlare anche di ,associazione a delinquere, calunnia, frodi fiscali, truffa, usura, ricettazione sequestro semplice di persona, o stupro! Che ha una pena minima di 6 anni fino a 10 massimo! Per chi volesse continuare a leggere e capire cosa sta succedendo,propongo di leggere qui!

Si tratta di un nostro diritto fondamentale, recitato dall’articolo 21 della nostra Costituzione. Invito a passare parola ad aderire, perché ci si sta mobilitando per un’eventuale manifestazione!Non dobbiamo lasciare soli i giornalisti che continuano a fare il proprio dovere!

Ps: Rimanete in costante aggiornamento.Per quel che posso, raccolgo materiale sul mio blog www.gdzito.wordpress.com .Per il resto visitate www.voglioscendere.ilcannocchiale.it Sono già diversi i giornalisti che stanno aderendo.Scuotiamo le nostre coscienze!

Ecco intanto l’articolo 21 della Costituzione:

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)